No. Destinare il 5×1000 è una scelta facoltativa: puoi indicare un ente beneficiario, oppure non esprimere alcuna scelta.
Il 5×1000 è una quota della tua IRPEF che puoi destinare a un ente che svolge attività socialmente rilevanti, senza pagare nulla in più rispetto alle imposte che già versi. Non è quindi un versamento aggiuntivo, ma una scelta su dove indirizzare una parte delle tue tasse.
In questa guida aggiornata al 2026 troverai risposte chiare a tutte le domande pratiche: cos’è il 5×1000, come funziona, se è obbligatorio, come si calcola e dove si firma.
C’è però un tema ancora più importante: a chi conviene destinare il 5×1000. Se il tuo obiettivo è avere un grande impatto positivo, la scelta dell’ente beneficiario conta molto. In questa guida ti spiegheremo quindi non solo come funziona il cinque per mille, ma anche come scegliere a chi destinarlo in modo più ragionato. Nella parte finale ti mostreremo anche perché riteniamo che destinare il 5×1000 a Fondazione Benefficienza sia una scelta particolarmente efficace.
Il cinque per mille in breve
- Il 5×1000 è una quota della tua IRPEF che puoi destinare a un ente ammesso.
- Non ti costa nulla in più: non è una spesa aggiuntiva, ma una scelta su dove indirizzare una parte delle imposte che già versi.
- Non è obbligatorio: puoi scegliere se destinarlo oppure no.
- Per devolverlo, basta firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi e indicare il codice fiscale dell’ente scelto.
- La vera differenza non la fa solo il gesto, ma a chi destini il tuo 5×1000.
- Se vuoi massimizzare l’impatto positivo della tua scelta, conviene guardare non solo alla notorietà, ma anche all’efficacia dell’organizzazione.
Se preferisci guardare un video, trattiamo gli stessi argomenti qui:
5×1000: cos’è?
Il 5×1000 (detto anche cinque per mille o 5 per 1000) è una quota dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) che il contribuente può destinare a un ente ammesso, come un Ente del Terzo Settore, un ente di ricerca o il proprio Comune, senza pagare nulla in più rispetto alle imposte già dovute. Non si tratta di un versamento aggiuntivo: è una scelta sulla destinazione di una piccola parte delle tasse che comunque versi allo Stato.
Per questo, il 5×1000 è uno strumento molto interessante: non comporta un costo extra per chi lo firma, ma può comunque generare un impatto concreto per l’ente che lo riceve. Proprio perché non costa nulla in più, però, molte persone lo compilano in modo automatico o senza rifletterci troppo. Eppure la scelta del beneficiario può fare una grande differenza sull’impatto positivo generato.
Cos’è il 5×1000, spiegato in modo semplice
Il 5×1000 ti permette di dire allo Stato: “questa piccola quota delle mie tasse vorrei che andasse qui”. Questa scelta è facoltativa. Se non firmi, non paghi di meno e non ricevi nulla in più: semplicemente, non indichi tu la destinazione di quella quota. Se invece firmi, puoi contribuire a sostenere un’organizzazione o una finalità che ritieni importante.
Il 5×1000 è una donazione?
Nel linguaggio comune si parla spesso di donazione 5×1000, ed è un’espressione comprensibile. Però, a voler essere precisi, il 5×1000 non è una donazione nel senso classico del termine. Non stai infatti tirando fuori denaro in più dal tuo conto corrente, come accade quando fai un bonifico o una donazione online. Stai invece decidendo come destinare una parte dell’IRPEF che già devi versare.
Qual è la differenza tra 5×1000, 8×1000 e 2×1000?
Il 5×1000, l’8×1000 e il 2×1000 sono tre scelte diverse. Non si escludono a vicenda: puoi esprimere tutte e tre, perché riguardano destinazioni differenti della tua IRPEF:
- il 5×1000 può essere destinato a Enti del Terzo Settore, ricerca scientifica, ricerca sanitaria, Comuni e altri soggetti ammessi;
- l’8×1000 riguarda lo Stato o le confessioni religiose ammesse;
- il 2×1000 riguarda i partiti politici.
Molte persone pensano erroneamente di doverne scegliere solo uno. Non è così: puoi compilare tutte e tre le sezioni in modo indipendente.
5×1000: come funziona?
Il 5×1000 ti permette di destinare una piccola quota delle tue imposte a un ente ammesso, senza spendere nulla in più. Non si tratta quindi di un pagamento aggiuntivo: stai semplicemente scegliendo a chi assegnare una parte dell’IRPEF che dovresti comunque versare.
In pratica, il funzionamento è molto semplice: quando compili la dichiarazione dei redditi, puoi scegliere se destinare il tuo 5×1000 e a quale ente farlo arrivare.
Chi può destinare il 5×1000?
Può destinare il 5×1000 chi presenta la dichiarazione dei redditi. Anche chi non è tenuto a presentarla, in molti casi, può comunque compilare la scheda apposita in busta chiusa per esprimere la propria scelta.
Come si sceglie il beneficiario?
Per destinare correttamente il 5×1000 devi fare due cose:
- firmare nel riquadro giusto
- inserire il codice fiscale dell’ente che vuoi sostenere
La firma serve a indicare il tipo di destinatario. Il codice fiscale serve invece a far arrivare il tuo 5×1000 a un’organizzazione precisa.
A chi si può destinare il 5×1000?
Il 5×1000 può essere destinato a determinate finalità di interesse sociale. Tra queste rientrano:
- Enti del Terzo Settore: associazioni, fondazioni e realtà non profit che svolgono attività di interesse generale e sono iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
- Ricerca scientifica: università, fondazioni, istituti e altri enti che svolgono attività di ricerca scientifica.
- Ricerca sanitaria: enti del Servizio sanitario nazionale, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, policlinici, ospedali e fondazioni sanitarie.
- Comune di residenza: per sostenere attività sociali svolte a livello locale.
- Altri soggetti previsti dalla normativa: associazioni sportive dilettantistiche, soggetti che si occupano di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici e quelli che gestiscono aree protette.
La domanda più utile, però, non è “a chi posso destinarlo?”, ma soprattutto “a chi conviene destinarlo?”. Su questo torneremo più avanti.
Cosa succede se firmo senza indicare il codice fiscale?
Se, quando decidi dove donare il 5×1000, firmi ma non scrivi il codice fiscale di un ente preciso, la tua scelta non va a un’organizzazione nominata direttamente da te. Invece, il tuo cinque per mille viene ripartito tra tutti gli enti della stessa categoria in proporzione alle scelte ricevute.
Cosa succede se non firmo?
Se non firmi, non esprimi nessuna scelta per il 5×1000 e i soldi rimangono allo Stato.
Il 5×1000 è obbligatorio?
No. Il cinque per mille non è obbligatorio. Se vuoi, puoi sceglierlo. Se non vuoi, puoi non farlo. È una decisione completamente facoltativa.
Il 5×1000 costa qualcosa in più?
No. Destinare il 5×1000 non ti costa nulla in più. Non paghi più tasse e non fai una donazione aggiuntiva con soldi extra. Scegli solo dove indirizzare una piccola parte delle imposte che devi già versare.
Come si calcola il 5×1000?
Il 5×1000 corrisponde al 5 per mille dell’IRPEF netta, cioè sull’imposta risultante dopo aver sottratto dall’imposta lorda le detrazioni spettanti. In pratica, il suo valore dipende da quante imposte devi pagare: più alta è la tua IRPEF netta, più alto sarà anche il tuo 5×1000.
Esempio: con un’IRPEF netta di 6.000 €, il 5×1000 vale 30 € (6.000 × 0,005).
Per destinare il 5×1000 non hai bisogno di sapere con precisione quanto vale. Non devi fare un calcolo prima di firmare, né inserire tu l’importo.
Cinque per mille 2026: cosa cambia e cosa sapere quest’anno
Il meccanismo di base non cambia
Nel 2026 il funzionamento del 5×1000 resta, per il contribuente, sostanzialmente lo stesso: puoi continuare a destinare una quota della tua IRPEF a un ente ammesso, senza pagare nulla in più rispetto alle imposte che già versi.
La novità: le ONLUS devono passare al RUNTS
Il cambiamento più importante nel 2026 è nel contesto normativo degli enti che possono ricevere il contributo. Dal 1° gennaio 2026, infatti, l’Anagrafe unica delle ONLUS è stata soppressa, e questo incide direttamente sulle organizzazioni che fino a oggi risultavano accreditate come ONLUS ai fini del 5×1000.
Per le ONLUS già iscritte, il 2026 è un anno di transizione delicato. Se vogliono mantenere il diritto al contributo devono presentare la domanda di iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore entro il 31 marzo 2026.
Conseguenza pratica: conviene controllare con più attenzione l’ente scelto
Nel 2026 non puoi dare per scontato che un ente scelto negli anni scorsi sia automaticamente nella posizione di ricevere il 5×1000. Prima di destinare il 5×1000, conviene verificare che l’organizzazione sia effettivamente tra i soggetti ammessi.
A chi devolvere il 5×1000 se vuoi massimizzare l’impatto
Se il tuo obiettivo è semplicemente sostenere una realtà che conosci o che ti sta a cuore, il 5×1000 può essere destinato in molti modi diversi. Ma se vuoi massimizzare l’impatto positivo della tua scelta, la domanda da porti non è solo “chi mi ispira fiducia?”, ma anche “quale destinazione permette di fare più bene possibile?”.
| Criterio | Vantaggio | Limite |
|---|---|---|
| Scegliere un ente che conosci | Ti dà un senso di fiducia, vicinanza e coinvolgimento personale. | Conoscere un’organizzazione non significa sapere quanto bene riesca a fare con le risorse che riceve. La familiarità non è una buona misura dell’impatto. |
| Scegliere una grande ONG nota | La notorietà può trasmettere affidabilità, solidità e riconoscibilità. | Il brand non garantisce massima efficacia. Le grandi organizzazioni gestiscono spesso molti programmi diversi, difficili da valutare nel complesso, e questo rende più incerto l’impatto del tuo 5×1000. |
| Scegliere un ente ad alto impatto | In teoria, sarebbe spesso una delle opzioni migliori per massimizzare il bene prodotto da ogni euro. | Nella pratica, queste organizzazioni non possono ricevere direttamente il 5×1000 in Italia, quindi non sono una scelta disponibile nella dichiarazione dei redditi. |
| Scegliere un ente con effetto leva (come Benefficienza) | Ti permette di usare il 5×1000 per sostenere indirettamente organizzazioni ad alto impatto, anche quando non sono eleggibili. | Il valore di questa scelta dipende dalla capacità futura dell’ente di mantenere un buon livello di leva, cioè di continuare a trasformare le proprie risorse operative in più fondi diretti verso organizzazioni molto efficaci. |
Non donare il 5 per 1000 alla piccola associazione locale
Molte persone destinano il cinque per mille a una piccola organizzazione di volontariato locale, a un’associazione segnalata da amici o parenti, oppure a una realtà con cui hanno un legame personale. È una scelta comprensibile: la vicinanza emotiva e la fiducia diretta contano, e spesso danno la sensazione di sapere dove finiscono i soldi. Il problema è che questo criterio non è un buon modo per massimizzare l’impatto.
Quando si parla di beneficenza, una delle cose più importanti da sapere è che esistono differenze enormi di efficacia tra organizzazioni diverse. A parità di risorse, alcune riescono a generare un impatto centinaia di volte maggiore maggiore di altre.
Conoscere un’associazione non significa sapere quanto bene riesca a produrre con le risorse che riceve. Quindi, scegliere a chi destinare il 5×1000 solo in base alla familiarità, alla simpatia o alla vicinanza personale rischia di farti perdere gran parte del potenziale impatto positivo della tua scelta.
Non darlo alle organizzazioni molto conosciute
Un altro criterio molto diffuso è destinare il 5×1000 a un’organizzazione molto famosa. È una scelta intuitiva: se un ente è noto, presente nei media e sostenuto da milioni di persone, è naturale pensare che sia anche una delle opzioni migliori. Nel 2025, per esempio, Fondazione AIRC ha ricevuto quasi 71,8 milioni di euro di 5×1000 relativi alle dichiarazioni fiscali 2024, mentre organizzazioni molto note come EMERGENCY figurano stabilmente tra i grandi beneficiari del cinque per mille.
Il problema è che notorietà non significa massima efficacia. Molte grandi organizzazioni famose sono enti molto ampi che portano avanti tanti programmi diversi, spesso in settori molto eterogenei. In un’analisi critica, l’Happier Lives Institute usa per queste organizzazioni l’etichetta MANGOs (Multi-Armed NGOs) proprio per indicare grandi enti con molte “braccia”, cioè molte attività diverse insieme.
Questa struttura crea almeno tre problemi:
- È molto difficile valutare l’impatto complessivo dell’organizzazione: più programmi diversi ci sono, più è complicato capire quanto bene produca davvero ogni euro ricevuto.
- Anche se alcuni programmi sono molto efficaci, il loro effetto può essere “diluito” dalla presenza di altri programmi meno incisivi.
- Donare a un grande brand non garantisce che il tuo 5×1000 finisca, di fatto, nelle attività più costo-efficaci dell’ente.
Per questo, se l’obiettivo è massimizzare l’impatto, la popolarità da sola è un criterio debole.
Il problema: le organizzazioni più efficaci sono spesso internazionali
Se il tuo obiettivo è massimizzare l’impatto del 5×1000, la scelta migliore in teoria sarebbe seguire la stessa strategia che consigliamo per le donazioni ordinarie: dare il tuo sostegno alle organizzazioni benefiche più costo-efficaci, cioè quelle che, secondo le migliori evidenze disponibili, riescono a fare più bene per ogni euro ricevuto.
È la metodologia che seguiamo per i nostri consigli su dove donare e per le nostre consulenze filantropiche. Partiamo da tre domande: quanto è grande il problema, quanto è trascurato e quanto è risolvibile. Poi ci affidiamo a valutatori indipendenti e rigorosi per identificare le organizzazioni con la migliore combinazione di evidenza di efficacia, costo-efficacia, trasparenza e capacità di utilizzare bene nuovi fondi.
Questo approccio, però, porta verso organizzazioni internazionali. C’è quindi un problema pratico: quasi nessuna di queste organizzazioni è direttamente accreditata per ricevere il 5×1000 in Italia. Una possibile eccezione è Against Malaria Foundation, che ha una presenza giuridica in Italia. Tuttavia, al momento (marzo 2026) è una ONLUS non iscritta al RUNTS, e non è quindi ancora accreditata per il 5×1000.
Una soluzione indiretta per donare efficacemente il 5 per 1000
Per superare questo limite, puoi adottare una strategia indiretta: destinare il 5×1000 a un ente che lavora per indirizzare più risorse verso organizzazioni ad alto impatto, anche quando queste non possono ricevere direttamente il cinque per mille.
È questa la logica con cui consigliamo di destinare il 5×1000 a Fondazione Benefficienza. Il nostro lavoro consiste nell’aiutare donatori italiani a donare in modo efficace, indirizzando più risorse possibile verso le organizzazioni benefiche più efficaci al mondo.
Nella prossima sezione spieghiamo più nel dettaglio perché riteniamo che, per chi vuole fare il massimo bene possibile con il proprio 5×1000, questa possa essere una scelta particolarmente forte.
Donare il 5 per mille a Fondazione Benefficienza
Se condividi l’idea che, nel fare beneficenza, dove doni è spesso più importante di quanto doni, allora destinare il 5×1000 a Fondazione Benefficienza può essere una scelta particolarmente forte. Se vuoi, possiamo mandarti un promemoria via email.
- Cerca nella dichiarazione dei redditi: “Scelta per la destinazione del 5×1000”.
- Firma nel riquadro “Sostegno degli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS”.
- Inserisci il CF di Fondazione Benefficienza: 97916420017
Il lavoro che puoi supportare
La nostra missione è aiutare le persone a massimizzare l’impatto positivo delle proprie donazioni. Lo facciamo offrendo consigli di donazione basati su ricerche rigorose, consulenze filantropiche gratuite e benefici fiscali per sostenere organizzazioni ad alto impatto anche quando si trovano all’estero.
In altre parole, il nostro lavoro consiste nel trasformare decisioni complesse in scelte più semplici, informate ed efficaci. Ci avvaliamo delle analisi di valutatori indipendenti, studiamo le opportunità di donazione più promettenti e aiutiamo i donatori a indirizzare più risorse verso gli enti che riescono a fare più bene per ogni euro ricevuto.
Per questo, sostenere Benefficienza con il 5×1000 non significa solo supportare la nostra organizzazione. Significa anche contribuire a far arrivare più fondi verso alcune delle organizzazioni benefiche più efficaci che conosciamo.
L’effetto moltiplicatore del 5×1000 dato a Benefficienza
Nel 2025, per ogni 1 euro speso, Fondazione Benefficienza ha indirizzato 1,53 euro verso organizzazioni benefiche ad alto impatto (maggiori dettagli nel Report annuale 2025). Si tratta di un dato storico, riferito al 2025, e quindi non di una garanzia sul futuro. Ma la reputiamo una stima conservativa della leva che il nostro lavoro può generare, dato che puntiamo ad aumentare questo numero negli anni.
Questo vuol dire che, se il tuo 5×1000 vale 30 euro (nel caso di un’IRPEF netta di 6.000 euro) applicando questo moltiplicatore otteniamo 45,90 euro indirizzati verso organizzazioni ad alto impatto.
Un impatto di questo ordine è paragonabile, per esempio, a:
- Proteggere 18 persone dalla malaria per due anni
- Fornire a 23 bambini degli integratori di vitamina A
- Risparmiare una vita in gabbia a quasi 100 galline ovaiole
Naturalmente, questi esempi sono solo illustrativi: servono a rendere più concreto il tipo di impatto che può diventare possibile quando più risorse vengono indirizzate verso le opportunità di donazione più efficaci.
Come destinare il 5×1000 a Benefficienza
Quando fai la dichiarazione dei redditi, cerca il riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS”, firma e inserisci questo codice fiscale: 97916420017.

Se usi il 730 precompilato online, trovi una sezione dedicata alle “Scelte 8, 5 e 2 per mille”: lì selezioni il riquadro degli Enti del Terzo Settore inserisci 97916420017.
Se invece ti affidi a un CAF, commercialista o sostituto d’imposta, basta dirgli che vuoi destinare il 5×1000 a un Ente del terzo Settore e dargli il codice fiscale 97916420017: penseranno loro a inserirlo correttamente (ma assicurati che ci sia anche la firma nel riquadro).
Se non fai la dichiarazione e hai solo la Certificazione Unica (CU), puoi comunque scegliere il 5×1000 compilando la scheda allegata alla CU: firma nel riquadro degli Enti del Terzo Settore, scrivi 97916420017, poi metti la scheda in busta chiusa e consegnala (ad esempio a un CAF o in posta).
Ricevi un promemoria via email
Vuoi devolvere il tuo 5×1000 a Benefficienza e assicurarti di non dimenticartene quando farai la dichiarazione?
Lasciaci la tua email: ti mandiamo 3 promemoria nel periodo giusto, con codice fiscale e istruzioni.
Ti scriveremo indicativamente a inizio maggio, metà giugno e inizio settembre.
Promettiamo di non inviare mai spam. Puoi cancellarti in ogni momento. Consulta la nostra informativa sulla privacy.
Domande frequenti
Il 5×1000 ti permette di destinare una quota pari allo 0,5% della tua IRPEF a un ente ammesso. Per farlo, devi firmare nell’apposito riquadro della dichiarazione dei redditi e, se vuoi scegliere un ente preciso, indicarne anche il codice fiscale.
Non paghi nulla in più. Il 5×1000 è una quota dell’IRPEF che già versi: con la tua scelta decidi solo a chi destinarla.
Il 5×1000 si sceglie quando presenti la dichiarazione dei redditi o la scheda dedicata. Per il modello 730/2026, la dichiarazione precompilata è disponibile dal 30 aprile 2026 e il termine di presentazione è il 30 settembre 2026.
Sì. Anche i contribuenti esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione possono effettuare la scelta per l’8, il 5 e il 2 per mille usando l’apposita scheda.
Nel modello 730 trovi una scheda dedicata alla scelta dell’8, del 5 e del 2 per mille dell’IRPEF. È lì che devi inserire la tua scelta.
Devi firmare nel riquadro corrispondente alla categoria del beneficiario scelto. Se vuoi destinare il 5×1000 a un ente specifico, nello stesso spazio puoi indicarne anche il codice fiscale.
Puoi destinare il 5×1000 solo a soggetti ammessi dalla normativa, scegliendo la categoria corretta indicata nella scheda della dichiarazione.
Se indichi un ente specifico con firma e codice fiscale, il tuo 5×1000 viene attribuito a quell’ente. Se firmi solo una categoria senza indicare il codice fiscale, la quota viene comunque destinata all’interno di quel settore secondo le regole di riparto previste.
Se non firmi, non esprimi alcuna destinazione del 5×1000. In pratica, i soldi rimangono allo Stato.
Se sei esonerato dalla dichiarazione, puoi presentare la scheda con le modalità indicate dall’Agenzia delle Entrate. Per il 730, il modello 730-1 contenente la scelta viene consegnato secondo le istruzioni previste insieme alla dichiarazione o in busta chiusa nei casi previsti.
Dipende dal tuo obiettivo. Se vuoi massimizzare l’impatto positivo della tua scelta, conviene guardare all’efficacia dell’organizzazione e a quanto bene riesce a produrre con le risorse ricevute.
Non esiste una risposta giusta per tutti: dipende da cosa vuoi ottenere con la tua scelta. Se il tuo obiettivo è sostenere una causa vicina ai tuoi valori o al tuo territorio, potresti preferire un ente che conosci direttamente. Se invece vuoi massimizzare l’impatto positivo del tuo 5×1000, allora conviene privilegiare organizzazioni o intermediari che usano criteri rigorosi di efficacia, costo-efficacia e trasparenza, come Fondazione Benefficienza.
Perché il nostro obiettivo è aiutare più risorse possibile ad arrivare verso organizzazioni ad alto impatto. Invece di basarci sulla notorietà, selezioniamo le migliori opportunità di donazione usando ricerche indipendenti, criteri rigorosi e un approccio focalizzato sull’efficacia. Per chi vuole fare il massimo bene possibile con una scelta che non costa nulla in più, destinare il 5×1000 a Fondazione Benefficienza può quindi essere una scelta particolarmente forte.
Perché la notorietà non è una garanzia di massimo impatto. Molti enti molto conosciuti svolgono attività importanti, ma se l’obiettivo è aiutare il più possibile con le stesse risorse, conviene guardare oltre il brand e chiedersi quali organizzazioni riescano davvero a fare più bene per ogni euro ricevuto.

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