Ogni anno, oltre 80 miliardi di animali soffrono negli allevamenti intensivi. The Humane League (THL) lavora per porre fine al maltrattamento degli animali allevati, convincendo aziende e istituzioni a eliminare pratiche crudeli come le gabbie per le galline ovaiole.
Secondo le stime di The Humane League, il loro lavoro sulle corporate campaigns dal 2015 al 2024 ha salvato due polli dalle gabbie per ogni dollaro speso.
Questi numeri sono in linea con le analisi di valutatori indipendenti. Ad esempio, prendendo la stima di Founders Pledge, cioè che per ogni dollaro speso sono stati risparmiati 10 anni di gabbia, e considerando che l’aspettativa di vita di una gallina ovaiola in un allevamento intensivo è di circa 20 mesi, si arriva alla conclusione che per ogni euro donato, l’impatto atteso è equivalente a salvare 6 polli dalle gabbie. (Nota: nell’ambito del benessere animale abbiamo meno dati rispetto alla salute globale, e questa stima si riferisce al lavoro di THL fino al 2018.)
Il problema: sofferenza degli animali
L’enorme domanda di carne e di altri prodotti di origine animale ha portato a un’industria in cui ogni anno vengono allevati e macellati oltre 80 miliardi di animali terrestri – 10 volte la popolazione umana – a scopo alimentare.
Le aziende dell’industria zootecnica mirano a mantenere i costi di produzione il più bassi possibile. Quindi, tutti i processi produttivi (allevamento, mantenimento, alimentazione e macellazione) sono stati fortemente ottimizzati.
La qualità della vita degli animali è secondaria in questi processi. Di conseguenza, la stragrande maggioranza di questi animali vive in condizioni inadeguate e dolorose.
I polli soffrono terribilmente
Negli allevamenti intensivi, le galline ovaiole sono spesso confinate in gabbie di batteria, che oggi sono vietate in UE, ma non in molti altri Paesi. In queste gabbie, gli uccelli hanno a disposizione uno spazio minimo – meno di un foglio A4 – che impedisce loro di esprimere comportamenti naturali, o addirittura di aprire le ali.
Spesso il loro becco – un importante organo tattile – viene tagliato senza anestesia per evitare di ferire gli altri polli a causa dell’elevato livello di stress, procedura che causa un dolore cronico per tutta la vita dell’uccello.
I polli da carne, o broiler, sono stati geneticamente selezionati per crescere rapidamente, il che provoca gravi problemi di salute, tra cui malattie muscolari e ossa rotte. I broiler sono tenuti in ambienti sovraffollati, dove non possono muoversi liberamente né comportarsi in modo naturale. Questi spazi sono spesso sporchi e costringono i polli a stare in mezzo a escrementi contenenti ammoniaca, che spesso causano lesioni sui loro corpi già fragili.
La soluzione: campagne aziendali per il benessere animale
The Humane League cerca di convincere le aziende ad astenersi da pratiche di allevamento particolarmente crudeli, come l’allevamento in gabbia delle galline ovaiole. Questo metodo si rivela particolarmente efficiente a causa dell’elevato numero di animali influenzati da una singola decisione.
L’impegno delle aziende può migliorare notevolmente la situazione degli animali negli allevamenti intensivi. Se un’azienda non è disposta a cambiare volontariamente, si ricorre a campagne pubbliche per sensibilizzare i consumatori sulle condizioni degli animali, aumentando così ulteriormente la pressione. Le tattiche utilizzate variano a seconda del contesto, dalle campagne pubblicitarie alle proteste davanti ai negozi, dai volantini alle petizioni.
Evidenza scientifica
Nell’ambito del benessere animale, ci sono meno dati e studi scientifici di alta qualità rispetto all’ambito della salute e povertà. Ci sono però delle analisi che suggeriscono che le campagne aziendali sono estremamente costo-efficaci nel ridurre la sofferenza degli animali.
L’ente di ricerca Rethink Priorities ha stimato l’impatto delle campagne aziendali per il benessere di polli da carne e galline ovaiole tra il 2005 e il 2018. Per ogni dollaro speso, sono stati migliorati dai 9 ai 120 anni di vita degli animali.
Il valutatore indipendente Founders Pledge ha analizzato nello specifico le campagne di The Humane League fino al 2018, giungendo a una conclusione simile. Per ogni dollaro speso, sono stati risparmiati 10 anni di gabbia.
E questo è un grande miglioramento. Secondo un’analisi del Welfare Footprint Project, la quantità di sofferenza provata da una gallina ovaiola in gabbia è di gran lunga superiore a quella provata da una gallina non in gabbia.
L’organizzazione: The Humane League
The Humane League è un’organizzazione internazionale con l’obiettivo di porre fine al maltrattamento degli animali allevati dall’industria alimentare.
Si concentra in particolare sulle campagne aziendali, ma lavora anche per influenzare positivamente la situazione degli animali a livello legale. Inoltre, mantiene un’ampia rete di attivisti, che sostiene attraverso formazione e assistenza, e promuove lo scambio di conoscenze a livello internazionale e la cooperazione strategica con altri gruppi animalisti.
A tal fine, ha fondato la Open Wing Alliance – che oggi riunisce oltre 90 organizzazioni in tutto il mondo, tra cui l’italiana Essere Animali – per porre fine all’abuso dei polli in tutto il mondo. Il primo passo è l’eliminazione delle gabbie di batteria, e la coalizione sta facendo rapidi progressi.
Oltre 2.500 aziende – tra cui Burger King, Aldi e KFC – si sono già impegnate a non acquistare uova provenienti da galline tenute in gabbia. E questi impegni funzionano: il 92% di quelli con scadenze al 2024 o precedenti sono stati rispettati, il che ha permesso di risparmiare centinaia di milioni di galline dalle gabbie.
Come decidete quali enti di beneficenza consigliare?
Seguiamo un processo in tre fasi: selezioniamo i problemi globali più urgenti, ci affidiamo a valutatori indipendenti e analizziamo i dati per identificare le organizzazioni benefiche più costo-efficaci.
Consigliamo solo enti che dimostrano, con dati trasparenti e verificabili, di avere un impatto positivo estremamente elevato per ogni euro ricevuto.
Questa metodologia è molto più affidabile rispetto a criteri superficiali come i costi di struttura, che in realtà non sono un buon indicatore dell’impatto.
Dove vanno esattamente le mie donazioni?
Le donazioni vengono ricevute da Fondazione Benefficienza – Ente Filantropico (ETS). Al netto del contributo a Benefficienza e degli eventuali costi del metodo di pagamento, l’importo viene destinato alle organizzazioni selezionate.
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Posso detrarre o dedurre questa donazione?
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Certamente. Donare in modo regolare è uno dei modi migliori per aiutare con continuità e dare stabilità agli interventi sul campo.
Posso donare come azienda o associazione?
Sì. Offriamo supporto anche per donazioni aziendali, CSR e collaborazioni con fondazioni o associazioni benefiche. Contattaci per una consulenza gratuita personalizzata.
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