Molti di noi sottovalutano la propria posizione nella distribuzione della ricchezza nel mondo. Questo succede perché siamo abituati a confrontarci con la distribuzione della ricchezza in Italia, ma i redditi italiani sono già tra i più alti a livello globale. (Clicca qui per saperne di più).
Sei tra le persone più ricche al mondo? Inserisci quanto guadagni nel calcolatore e scopri subito la tua posizione nella classifica globale dei redditi. (Non sai il tuo reddito netto? Calcolalo qui.)
Come stimiamo la distribuzione della ricchezza nel mondo
Misurare la distribuzione della ricchezza mondiale è estremamente complesso. Diverse fonti affidabili, come World Inequality Database o GapMinder, usano approcci diversi e forniscono quindi stime leggermente diverse. Il nostro obiettivo è offrire una stima indicativa, non un risultato esatto, per aiutarti a comprendere meglio la tua posizione nella classifica globale dei redditi.
I dati utilizzati provengono dalla Poverty and Inequality Platform (PIP) della Banca Mondiale per l’anno più recente disponibile (al momento il 2022). I valori sono espressi in dollari internazionali 2017, già corretti per l’inflazione e le differenze nel costo della vita tra paesi (parità di potere d’acquisto – PPP). Il calcolatore aggiusta ulteriormente questi dati per l’inflazione e la parità di potere d’acquisto per ottenere i valori del reddito attuale (al 2022), sempre utilizzando dati della Banca Mondiale.
Come calcoliamo la tua posizione reddituale
Il tuo reddito netto viene confrontato con questa distribuzione globale e, se inserisci anche il numero di persone nel tuo nucleo familiare, il calcolatore applica una normalizzazione pro capite, dividendo il reddito per il numero di membri. Questo approccio, pur semplificato, è comune nelle analisi internazionali ed è utilizzato dalla stessa Banca Mondiale.
Tuttavia, si tratta di una stima: non tiene conto, ad esempio, delle diverse esigenze tra adulti e bambini. Per questo motivo, altre organizzazioni (come l’OCSE) utilizzano scale di equivalenza più complesse. La Banca Mondiale continua a usare la media pro capite per la sua semplicità e l’assenza di un consenso internazionale su metodi alternativi.
Come calcoliamo l’impatto delle tue donazioni
Zanzariere contro la malaria La Against Malaria Foundation distribuisce zanzariere trattate trattate con insetticida che proteggono due persone per due anni. Il costo stimato per zanzariera, secondo GiveWell (aprile 2024), è compreso tra i 3,50 $ e i 5,50 $. Il calcolatore usa il valore di 4,50 $.
Vaccinazioni infantili New Incentives offre piccoli incentivi economici alle famiglie in Nigeria per portare i bambini in clinica. Il costo per far partecipare un neonato al programma è di 21,17 $, secondo le analisi di GiveWell (maggio 2023).
Quanto costa salvare una vita? Secondo le stime di GiveWell, le migliori organizzazioni in ambito sanitario salvano una vita umana per circa 5.000 $ donati. Per mettere questa cifra in prospettiva, salvare una vita nei Paesi ad alto reddito costa milioni di euro.
Non consideriamo i benefici fiscali
In Italia, le donazioni a organizzazioni non profit possono essere detratte o dedotte fiscalmente, riducendo l’impatto reale sul tuo reddito disponibile. Tuttavia, il nostro calcolatore non include attualmente questi benefici fiscali nel calcolo del tuo reddito netto residuo. Nella realtà, potresti permetterti di donare una cifra leggermente più alta oppure mantenere un tenore di vita più elevato dopo aver donato.
Ricchezza e povertà nel mondo e in Italia
Quando pensiamo alla ricchezza e alla povertà, ci concentriamo spesso sulle disuguaglianze all’interno dei singoli Paesi. Ma in realtà, le disuguaglianze tra diversi Paesi sono molto più marcate di quelle interne.
Il nostro calcolatore nasce proprio per aiutarci a prendere coscienza di quanto siamo fortunati, anche se spesso non ce ne rendiamo conto. In questa sezione esploriamo questo tema, confrontando la distribuzione della ricchezza in Italia e nel mondo.
La distribuzione della ricchezza in Italia
Anche nel nostro Paese esistono profonde disuguaglianze economiche, in crescita da anni. Secondo il report sulla disuguaglianza di Oxfam Italia, che fa riferimento a stime del 2024:
Il 10% più ricco delle famiglie italiane detiene quasi il 60% della ricchezza nazionale.
La metà più povera delle famiglie detiene il 7,4% della ricchezza nazionale, circa 8 volte di meno del 10% più ricco.
E negli ultimi 14 anni, questa distanza è aumentata:
La quota di ricchezza del 10% più ricco è aumentata di oltre 7 punti percentuali.
La quota della metà più povera è diminuita di quasi 1 punto percentuale.
Allo stesso tempo, tendiamo a sottovalutare quanto siamo globalmente benestanti. Anche chi in Italia si trova nella metà più povera appartiene spesso a una minoranza privilegiata a livello mondiale.
Questo grafico mostra la distribuzione della popolazione italiana in base a diverse soglie di povertà globale. Quasi tutti gli italiani (97%) vivono con più di 10 dollari al giorno (in blu), mentre solo lo 0.8% vive in condizioni di povertà estrema (in rosso).
La distribuzione della ricchezza nel mondo
Se confrontiamo il grafico italiano con quello globale, il divario è impressionante.
Nel mondo, meno della metà delle persone vive con più di 10 dollari al giorno (in blu). Una fetta ancora enorme dell’umanità vive con molto meno: centinaia di milioni di persone sopravvivono con meno di 3 dollari al giorno (in rosso), in condizioni di povertà estrema. (Tutte le cifre sono già corrette per il diverso costo della vita nei vari Paesi.)
Negli ultimi 30 anni, abbiamo fatto progressi enormi: la percentuale di persone sotto la soglia più bassa si è ridotta di oltre 4 volte. È una delle conquiste più straordinarie dell’umanità.
Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare. La maggioranza della popolazione mondiale continua a vivere con somme che, in Italia, considereremmo insufficienti per vivere dignitosamente.
Il reddito mediano globale (corretto per inflazione e differenze di potere d’acquisto ) è di 228 € al mese. Questo vuol dire che una persona su due vive con meno dell’equivalente di circa 8 euro al giorno. In contrasto, il reddito mediano italiano è di 2503 € netti al mese per nucleo familiare.
Questo confronto aiuta a ridimensionare la nostra prospettiva. Per quanto profonde siano le disuguaglianze interne, come italiani facciamo parte di una minoranza globale benestante. La domanda ora è: perché?
La fortuna di nascere nel posto giusto
Per citare il titolo di un articolo illuminante dell’economista Max Roser: ciò che più conta per le tue condizioni di vita non è chi sei, ma dove sei.
Può sembrare controintuitivo. Siamo abituati a pensare che il nostro benessere dipenda principalmente da quanto siamo istruiti, da quanto lavoriamo sodo, o dalle scelte che facciamo. Eppure, a livello globale, la variabile più determinante per il nostro reddito è il Paese in cui viviamo.
In particolare, due terzi delle differenze di reddito globali si spiegano semplicemente con il Paese di residenza. E poiché il 97% delle persone vive e muore nel Paese in cui è nato, questo significa che il nostro livello di benessere economico è quasi sempre deciso alla nascita.
Ad esempio, a prescindere dal suo ingegno e impegno, una persona nata in Danimarca avrà quasi certamente un reddito superiore alla media globale (circa 16 dollari al giorno), mentre una persona nata in Etiopia quasi certamente avrà un reddito inferiore.
E non si tratta solo di soldi. Dove i redditi sono più alti, le persone vivono più a lungo, perdono meno figli, hanno accesso a cure mediche migliori, acqua potabile, elettricità, mobilità, istruzione e maggiore soddisfazione nella vita.
Condividere la nostra fortuna
Le nostre competenze, il nostro impegno, le nostre scelte contano. Ma, come abbiamo visto, tutti questi fattori messi insieme pesano meno di una sola variabile fuori dal nostro controllo: il luogo in cui siamo nati.
Io sono nato in Italia. Presumibilmente, anche tu. E solo per questo, abbiamo avuto accesso a un sistema sanitario, a un’istruzione pubblica, a un’economia sviluppata e a un tenore di vita che ci colloca tra la minoranza benestante del pianeta.
E se siamo onesti, dobbiamo ammettere che questa fortuna non ce la siamo guadagnata. E soprattutto, chi non ha avuto questa fortuna non ne ha colpa. Possiamo quindi voler condividere la nostra fortuna con chi non l’ha avuta.
Potresti pensare che ci pensa già lo Stato, con tasse e welfare, a ridurre le disuguaglianze. Ed è vero, in parte. Ma quella redistribuzione avviene solo all’interno del nostro Paese: quasi nulla arriva a chi vive con pochissimi euro al giorno, dall’altra parte del mondo.
Se vogliamo davvero aiutare chi ha meno, abbiamo un’opportunità concreta: donare una parte del nostro reddito a organizzazioni che supportano (efficacemente) le persone più povere del pianeta.
Fondazione Benefficienza nasce proprio per questo: aiutarti a donare in modo informato e consapevole, così che ogni euro donato possa generare il massimo impatto possibile. Puoi consultare i nostri consigli di donazione nella sezione successiva, oppure prenotare una consulenza gratuita per ricevere supporto personalizzato.
In Nigeria, il 43% dei bambini non riceve le vaccinazioni infantili.
New Incentives incentiva economicamente i genitori a vaccinare i propri figli, aumentando la copertura e salvando vite. Con circa 16 €, un neonato entra nel programma di vaccinazione.
Ogni anno, oltre 80 miliardi di animali soffrono negli allevamenti intensivi.
THL lavora con aziende e istituzioni per migliorare le condizioni di vita degli animali da allevamento, eliminando pratiche crudeli come le gabbie per le galline ovaiole.
L’allevamento produce circa il 12–17% delle emissioni di gas serra e occupa l’80% dei terreni agricoli, pur fornendo una quota molto inferiore di calorie e proteine.
Il Good Food Institute lavora per rendere alternative sostenibili alla carne sempre più buone, economiche e accessibili, così da ridurre la dipendenza dagli allevamenti.
Come selezioniamo gli enti di beneficenza?
Ci basiamo sulle analisi di centri di ricerca indipendenti che valutano le organizzazioni benefiche secondo rigorosi criteri di evidenza scientifica, efficacia, trasparenza e costi.
Il reddito netto è la somma che ti resta effettivamente in tasca, dopo che dal reddito lordo sono stati detratti contributi previdenziali, imposte e le altre trattenute (o le spese se hai partita IVA).
Molte persone non conoscono con precisione il proprio reddito netto annuo. Eppure è proprio questo valore che serve per capire quanto guadagni rispetto al resto del mondo. In questa guida ti spieghiamo come calcolarlo velocemente.
Come calcolare lo stipendio netto se sei dipendente
Il salario netto corrisponde alla somma che ricevi in busta paga dopo aver sottratto imposte e contributi.
Se conosci il tuo stipendio lordo annuale, puoi stimare lo stipendio netto usando questo calcolatore online. Se invece preferisci fare il conteggio tu stesso, ecco i passaggi che devi seguire:
1. Parti dallo stipendio lordo
Lo stipendio lordo è la somma complessiva che il datore di lavoro ti riconosce prima delle tasse. Non sempre coincide con la RAL.
La RAL (Retribuzione Annua Lorda) è la parte fissa e contrattuale della paga lorda, e include:
Lo stipendio mensile lordo
La tredicesima (e la quattordicesima, se prevista)
Bonus o indennità fissi
Ma non include:
Premi variabili
Straordinari
Benefit (es. auto aziendale, buoni pasto)
2. Sottrai i contributi previdenziali (ed eventuali altre spese deducibili)
Una parte del tuo stipendio viene versata all’INPS per finanziare la pensione e altre tutele (malattia, disoccupazione, maternità, ecc.). La quota a carico del lavoratore si aggira mediamente intorno al 9%.
Sottrai dallo stipendio lordo tale cifra e, se presenti, altre spese deducibili, come:
Contributi versati a fondi pensione (fino a 5.164,57 € annui)
Assegni periodici al coniuge separato/divorziato
Donazioni a enti non profit (in questa pagina spieghiamo come puoi sfruttare i benefici fiscali per aumentare il tuo impatto positivo)
Ciò che ti rimane è il reddito imponibile, cioè la base su cui si calcolano le imposte.
3. Calcola e sottrai l’IRPEF
L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. È progressiva, cioè aumenta con l’aumentare del reddito, e viene applicata a scaglioni sul reddito imponibile.
Reddito imponibile
Aliquota IRPEF
Fino a 28.000 €
23%
28.001 – 50.000 €
35%
Oltre 50.000 €
43%
A questa si aggiungono le addizionali regionali e comunali, cioè le imposte sul reddito da versare alle Regioni e ai Comuni di residenza. In media si aggirano tra l’1% e il 2%.
4. Applica eventuali detrazioni fiscali
Le detrazioni sono “sconti” sulle tasse a cui puoi avere diritto in base a:
Figli o familiari a carico
Coniuge a carico
Bonus stabiliti ogni anno (es. ecobonus, bonus ristrutturazioni, ecc.)
Donazioni a enti non profit (in questa pagina spieghiamo come puoi sfruttare i benefici fiscali per aumentare il tuo impatto positivo)
Le detrazioni non possono superare l’importo delle imposte dovute. Se sono superiori, semplicemente azzerano l’IRPEF.
Come calcolare il reddito netto se hai la Partita IVA
Se hai la Partita IVA, puoi stimare il tuo guadagno netto con questo calcolatore online, oppure seguire i seguenti passaggi:
1. Calcola l’imponibile
In regime ordinario, devi sottrarre dal fatturato le spese aziendali documentate (cioè quella con fattura intestata con la tua Partita IVA).
In più, in questo regime puoi anche dedurre alcune spese personali (ad esempio, assegni periodici all’ex coniuge o donazioni a enti non profit.)
In regime forfettario, devi moltiplicare il fatturato per il coefficiente di redditività, che dipende dal codice ATECO e può variare dal 40% all’86%.
2. Sottrai i contributi previdenziali
I contributi si versano a seconda della tua attività:
Albo o ordine: dipende dalle regole della cassa di riferimento.
Gestione separata INPS: 26,07% dell’imponibile.
Artigiani e commercianti:
Contributi fissi: 4.515,43€ per i commercianti e 4.427,04€ per gli artigiani
Contributi variabili: percentuali che variano dal 24% al 25,48% applicate sull’imponibile che supera soglie specifiche (18.555 € e 55.440 €)
Puoi accedere a uno sconto del 35% se sei in forfettario
3. Sottrai le imposte
In regime ordinario paghi l’IRPEF, che aumenta con l’aumentare del reddito e viene applicata a scaglioni sul reddito imponibile.
Reddito imponibile
Aliquota IRPEF
Fino a 28.000 €
23%
28.001 – 50.000 €
35%
Oltre 50.000 €
43%
In regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% dell’imponibile (o del 5% nei primi 5 anni di attività).
4. Applica eventuali detrazioni fiscali (solo in regime ordinario)
Se hai la Partita IVA in regime ordinario, puoi usufruire di detrazioni IRPEF, cioè sconti sulle tasse a cui hai diritto in base a:
Figli o familiari a carico
Coniuge a carico
Bonus stabiliti ogni anno (es. ecobonus, bonus ristrutturazioni, ecc.)
Donazioni a enti non profit (in questa pagina spieghiamo come puoi sfruttare i benefici fiscali per aumentare il tuo impatto positivo)
Nel regime forfettario non sono previste detrazioni fiscali personali, perché l’imposta sostitutiva si applica su un reddito già ridotto forfettariamente.
Hai calcolato il tuo reddito netto? Ora scopri quanto sei ricco
Ora che conosci il tuo reddito netto annuale, puoi usarlo per capire quanto guadagni rispetto al resto del mondo.
Con il nostro calcolatore gratuito puoi scoprire:
Quante persone guadagnano meno di te,
A quale percentile di reddito appartieni,
Quanto potresti cambiare la vita di qualcun altro con una piccola parte del tuo reddito.
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