Le donazioni vengono ricevute da Fondazione Benefficienza – Ente Filantropico (ETS). Al netto del contributo a Benefficienza e degli eventuali costi del metodo di pagamento, l’importo viene destinato alle organizzazioni selezionate.
Le migliori onlus a cui donare non sono quelle più famose, ma quelle che generano il massimo impatto per ogni euro ricevuto: quelle più costo-efficaci.
Alcune associazioni benefiche hanno un impatto positivo 100 volte maggiore di altre, a parità di donazioni ricevute. Quindi, donando a loro, puoi aiutare chi ne ha più bisogno 100 volte di più, senza spendere un euro in più.
In questa pagina trovi una selezione delle migliori onlus a cui donare, valutate secondo criteri rigorosi: impatto sociale, evidenza scientifica e trasparenza.
Gli enti di beneficenza più costo-efficaci
Salute e Povertà

Ogni giorno, oltre 1.000 bambini muoiono di malaria.
Malaria Consortium fornisce farmaci preventivi che proteggono un bambino per l’intera stagione delle piogge, al costo di meno di 6 €.

In Nigeria, il 43% dei bambini non riceve le vaccinazioni infantili.
New Incentives incentiva economicamente i genitori a vaccinare i propri figli, aumentando la copertura e salvando vite. Con circa 16 €, un neonato entra nel programma di vaccinazione.

La carenza di vitamina A rende vulnerabili milioni di bambini, causando oltre 200.000 morti ogni anno.
HKI fornisce integratori salvavita a meno di 2 € per bambino all’anno, collaborando con i governi locali.

Ogni giorno, oltre 1.000 bambini muoiono di malaria.
AMF distribuisce zanzariere trattate con insetticida che proteggono due persone per due anni, al costo di meno di 5 €.

Benessere Animale
Ogni anno, oltre 80 miliardi di animali soffrono negli allevamenti intensivi.
THL lavora con aziende e istituzioni per migliorare le condizioni di vita degli animali da allevamento, eliminando pratiche crudeli come le gabbie per le galline ovaiole.

Clima e Biodiversità

L’allevamento produce circa il 12–17% delle emissioni di gas serra e occupa l’80% dei terreni agricoli, pur fornendo una quota molto inferiore di calorie e proteine.
Il Good Food Institute lavora per rendere alternative sostenibili alla carne sempre più buone, economiche e accessibili, così da ridurre la dipendenza dagli allevamenti.

Come selezioniamo le organizzazioni benefiche
Esistono oltre 10 milioni di enti di beneficenza nel mondo. Valutarli tutti per trovare quelli più costo-efficaci non è realistico.
Per questo adottiamo un approccio strutturato che ci permette di individuare le migliori opportunità di donazione disponibili, basandoci sulle ricerche rigorose di valutatori indipendenti.
Il campo del dono efficace, internazionalmente noto come effective giving, è giovane e in continua evoluzione: nuove evidenze potrebbero portarci ad aggiornare i nostri consigli. Ci impegniamo a seguire la ricerca più recente per offrirti sempre le indicazioni più affidabili.
Il nostro metodo si articola in tre fasi principali:
- Scelta del problema da affrontare
- Selezione dei valutatori indipendenti più autorevoli
- Identificazione delle organizzazioni no profit più costo-efficaci
Fase 1 – Scelta del problema da affrontare
Il mondo è pieno di problemi urgenti, ma le risorse per risolverli sono limitate.
Per questo è fondamentale stabilire delle priorità: dove possiamo avere il maggiore impatto con le nostre donazioni?
Per rispondere, utilizziamo un framework sviluppato da esperti di valutazione dell’impatto sociale: concentrarci su problemi gravi, trascurati e risolvibili ci permette di avere un impatto maggiore.
Un problema ha una grande scala se colpisce molte persone e causa gravi sofferenze.
Ad esempio, trovare la cura per una malattia rara è positivo, ma trovarla per una malattia comune ha un impatto maggiore perché aiuta molte più persone.
Allo stesso modo, curare una malattia che causa poca sofferenza è utile, ma curarne una che causa molta sofferenza ha un impatto maggiore.
Alcune cause sono molto conosciute e già ben finanziate, grazie alla visibilità nei media e nelle campagne pubblicitarie.
Altre, pur essendo estremamente gravi, ricevono pochissimi fondi e attenzione. Proprio per questo offrono spesso le migliori opportunità di donazione: in queste aree, ogni euro può fare molta più differenza.
Un problema è risolvibile se ci sono soluzioni concrete, efficaci e supportate da evidenze.
Valutare la risolvibilità è complesso, ma possiamo basarci su analisi e studi scientifici(il più in alto possibile nella gerarchia dell’evidenza) per individuare interventi efficaci e a basso costo; oppure, possiamo sostenere progetti promettenti ma poco studiati, se mostrano un alto potenziale di impatto.
I problemi globali con il più alto potenziale di impatto
Oggi, tre ambiti emergono come particolarmente promettenti per chi vuole massimizzare il proprio impatto attraverso la beneficenza.
Scala – Quasi 700 milioni di persone vivono in povertà estrema, con gravi conseguenze sulla loro salute. Neonati, bambini e madri spesso muoiono giovani a causa di malattie facilmente ed economicamente prevenibili.
Trascuratezza – Nei Paesi a basso reddito si spendono solo circa 100 € all’anno per persona in assistenza sanitaria, contro circa 5.000 € in Europa. E molte malattie comuni non fanno notizia, nonostante uccidano ogni giorno. (Quando è l’ultima volta che hai sentito al telegiornale che, anche oggi, mille bambini sono morti di malaria?)
Risolvibilità – Esistono interventi efficaci, economici e supportati da rigorose evidenze scientifiche – come vaccinazioni, integrazione di vitamina A o distribuzione di zanzariere.
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Scala – Ogni anno, oltre 80 miliardi di animali terrestri vengono allevati e uccisi per la carne. La maggior parte vive in condizioni estreme di sofferenza, spesso invisibili ai consumatori.
Trascuratezza – Solo il 3% delle donazioni per gli animali va alle organizzazioni che si occupano degli animali da allevamento, nonostante rappresentino la quasi totalità degli animali uccisi dall’uomo. È una delle cause più dimenticate dalla filantropia.
Risolvibilità – Esistono interventi efficaci e ben analizzati, come il lavoro di advocacy e pressione sulle aziende alimentari, in grado di migliorare le condizioni di vita di milioni di animali a un costo molto contenuto.
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Scala – Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità hanno già effetti rilevanti e continueranno ad averne nei prossimi decenni. Gli scenari più probabili indicano un riscaldamento di circa 2,5–3 °C entro il 2100, mentre circa il 25% delle specie animali e vegetali studiate è a rischio di estinzione.
Trascuratezza – Sul clima si spendono già molte più risorse che in altre cause, ma questo non significa che i fondi siano sufficienti e allocati bene. La biodiversità resta trascurata: la filantropia contribuisce con 1,7–3,5 miliardi di dollari l’anno, a fronte di un gap di finanziamento stimato tra 598 e 824 miliardi di dollari.
Risolvibilità – Esistono indicatori utili per capire se stiamo facendo progressi, esempi concreti di successo e strategie promettenti già identificate dalla ricerca. Le opportunità più efficaci tendono a essere quelle con effetto leva, capaci di cambiare politiche, tecnologie e incentivi su larga scala.
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Fase 2 – Scelta dei valutatori indipendenti
Valutare l’impatto reale di un’organizzazione benefica non è semplice. Le buone intenzioni non bastano: servono dati, rigore metodologico e una valutazione indipendente.
Per questo, non facciamo tutto da soli. Ci affidiamo a valutatori di enti di beneficenza che:
- Sono indipendenti dalle organizzazioni che analizzano.
- Sono trasparenti riguardo le loro ricerche e metodologie.
- Confrontano l’impatto per euro donato tra enti diversi.
Nell’ambito della salute globale e povertà estrema, seguiamo le analisi di GiveWell: leader globale nel trovare organizzazioni che, a parità di donazione, salvano o migliorano la vita a più persone.
Fondata nel 2007 da ex analisti di Bridgewater Associates (il più grande hedge fund al mondo), GiveWell applica alla filantropia lo stesso rigore usato per massimizzare i rendimenti finanziari – ma con un obiettivo diverso: massimizzare l’impatto positivo di ogni euro donato.
Ogni anno, GiveWell dedica oltre 70.000 ore di ricerca per identificare le migliori opportunità filantropiche, valutandone non solo la costo-efficacia, ma anche la trasparenza, l’evidenza scientifica e il potenziale di crescita
Nel mondo degli investimenti, l’accesso alle migliori analisi ha un costo, spesso molto elevato. Nel mondo della beneficenza, invece, grazie a GiveWell il “gold standard for giving” è disponibile a tutti, gratuitamente.
Anche Bill Gates è d’accordo: “La filantropia ha contribuito a enormi progressi nel mondo – ma trovare opportunità di donazione efficaci può essere difficile. Consiglio di consultare le ricerche di GiveWell.”
Nell’ambito del benessere animale, seguiamo le analisi di Animal Charity Evaluators (ACE): l’organizzazione di riferimento per chi vuole capire quali enti riescono a ridurre più sofferenza animale per ogni euro donato.
Da oltre un decennio, ACE conduce valutazioni indipendenti sulle organizzazioni che operano in difesa degli animali, con un approccio esplicitamente orientato all’impatto. Il suo obiettivo è individuare le opportunità di donazione più efficaci per aiutare il maggior numero possibile di animali, soprattutto in aree spesso trascurate come gli allevamenti intensivi.
Per farlo, ACE analizza le organizzazioni secondo tre criteri principali: impatto, margine per utilizzare efficacemente ulteriori fondi e solidità organizzativa. Le sue valutazioni combinano modelli quantitativi, analisi qualitative, consultazione di esperti e verifiche approfondite sui programmi concreti finanziati dalle donazioni.
Tra le organizzazioni raccomandate da ACE, consigliamo The Humane League, che ACE indica come Recommended Charity ininterrottamente dal 2014, un risultato eccezionale che la distingue come una delle realtà con il track record più solido in questo campo.
Nell’ambito del clima e della biodiversità, seguiamo le analisi di Giving Green: un centro di ricerca che aiuta i donatori a identificare le opportunità filantropiche con il più alto potenziale di impatto nel contrasto al cambiamento climatico e, più recentemente, anche nella protezione della biodiversità.
La loro metodologia è esplicitamente orientata all’impatto. Giving Green utilizza un processo di ricerca in cinque fasi: identifica le strategie potenzialmente più promettenti, le valuta, costruisce una lista lunga di organizzazioni, analizza specifiche opportunità di finanziamento e infine pubblica i propri consigli.
Storicamente, Giving Green ha costruito la propria reputazione nella filantropia climatica, pubblicando ogni anno una selezione di Top Climate Nonprofits ad alto impatto. Più recentemente ha esteso la propria ricerca anche alla filantropia per la biodiversità, identificando le aree in cui risorse aggiuntive possono contribuire maggiormente a ridurre la perdita di habitat e di specie.
Tra le organizzazioni da loro analizzate, consigliamo The Good Food Institute, che rappresenta un caso particolarmente interessante: è infatti consigliata da Giving Green sia nell’ambito del clima sia in quello della biodiversità.
Fase 3 – Identificazione delle organizzazioni benefiche più costo-efficaci
Una volta scelti i problemi globali più urgenti e i valutatori indipendenti a cui affidarci, ci concentriamo su ciò che conta davvero: individuare le organizzazioni benefiche che generano il massimo impatto positivo per ogni euro donato.
I valutatori – in particolare GiveWell – usano criteri estremamente rigorosi. Le rare associazioni di beneficenza che superano questa selezione rappresentano un’opportunità filantropica eccezionale.
L’organizzazione implementa programmi il cui impatto è stato rigorosamente studiato, idealmente con più studi indipendenti, e i cui benefici si possono generalizzare a larga scala.
Oltre ai dati scientifici, si analizzano anche dati specifici dell’ente, per capire se i risultati ottenuti nel mondo reale corrispondono a quelli emersi negli studi.
Si stima l’impatto per euro speso, usando metriche come ad esempio il costo per vita salvata o il beneficio economico generato per persona.
La soglia di GiveWell per consigliare un’organizzazione è molto alta: i programmi devono essere almeno 10 volte più costo-efficaci dei trasferimenti in denaro non vincolato, considerati un buon punto di riferimento per l’aiuto diretto.
Un’organizzazione può essere costo-efficace, ma non avere capacità di assorbire nuove donazioni in modo rapido ed efficiente. Per questo si valuta se, con fondi aggiuntivi, potrà espandere le sue attività ad alto impatto, senza cali di efficacia.
L’ente deve essere disposto a condividere dati, risultati, limiti e lezioni apprese, anche quando emergono criticità. Deve accettare di sottoporsi a una valutazione approfondita e pubblica, rendendo possibile un controllo indipendente e un dialogo aperto.
Oltre ai 4 criteri principali, GiveWell considera anche:
- 1. Se ha già diretto fondi significativi all’organizzazione e ne ha osservato un impatto concreto nel tempo.
- 2. Se l’impatto atteso è alto e probabile, non solo potenzialmente enorme ma incerto.
- 3. Se ci sono gap di finanziamento precisi e costo-efficaci, e assenza di criticità qualitative gravi (es. instabilità finanziaria, cambi di leadership o strategia, o problemi interni non risolti).
Il risultato: le migliori onlus a cui donare
Al termine di questo processo, selezioniamo solo quelle organizzazioni non profit che:
- Affrontano problemi globali urgenti, risolvibili e trascurati.
- Sono state analizzate da valutatori indipendenti e autorevoli.
- Soddisfano criteri rigorosi di evidenza di efficacia, costo-efficacia, trasparenza e capacità di utilizzare nuovi fondi.
Nella sezione precedente hai trovato la nostra lista aggiornata delle migliori onlus a cui donare nel 2026, suddivise per area d’intervento. Se desideri approfondire, puoi leggere le schede di ogni organizzazione o contattarci per una consulenza gratuita.
Beneficenza in Italia: perché non consigliamo enti di beneficenza italiani
Ogni anno, moltissime persone scelgono di fare beneficenza in Italia, sostenendo associazioni onlus o enti di beneficenza italiani che operano sul territorio.
Molte di queste organizzazioni fanno un lavoro prezioso e meritevole. Tuttavia, per massimizzare l’impatto delle donazioni, noi consigliamo di donare a enti internazionali.
Ecco perché.
Manca l’evidenza
Il nostro approccio si basa sulla valutazione di impatto sociale: consigliamo solo organizzazioni di beneficenza analizzate in modo indipendente.
Questo perché gli enti ad alto impatto – quelli in grado di essere fino a 100 volte più efficaci della media – sono rari e difficili da identificare senza ricerche rigorose.
Purtroppo, molte onlus italiane non vengono valutate secondo questi standard. Di conseguenza, non abbiamo abbastanza informazioni per includerle nella nostra selezione.
L’impatto è minore
Chi vive nelle aree più povere del mondo spesso non ha accesso a beni essenziali che costano poco ma fanno un’enorme differenza: vaccinazioni, zanzariere, integratori salvavita.
In questi contesti, anche una piccola donazione può avere un impatto enorme, perché permette di intervenire su bisogni urgenti con soluzioni semplici e già collaudate.
Al contrario, aiutare in Italia spesso significa affrontare problemi complessi e poco compresi. Molti interventi non hanno dimostrato reale efficacia; altri non sono mai stati valutati in modo rigoroso.
Questo non significa che fare beneficenza in Italia sia inutile. Ma se vuoi ottenere il massimo impatto possibile per ogni euro donato, oggi le migliori onlus a cui donare si trovano oltreconfine – dove i bisogni sono più gravi, più trascurati e più risolvibili.
Domande frequenti
Sì, una parte della donazione sostiene le attività operative di Benefficienza. Il contributo predefinito è del 10%, ma può essere modificato entro i limiti indicati durante il processo di donazione. Prima di confermare, vedrai sempre il dettaglio degli importi. Maggiori informazioni.
Sì. Essendo la Fondazione Benefficienza registrata al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, la tua donazione ti dà accesso ai benefici fiscali. Dopo la donazione riceverai automaticamente una ricevuta fiscale.
Scopri a quanto ammontano e come funzionano i benefici fiscali.
Sì! Se non sai a chi fare beneficenza, offriamo consulenze gratuite e senza impegno, per aiutarti a trovare le migliori onlus a cui donare in base ai tuoi valori, obiettivi e interessi.
Certamente. Donare in modo regolare è uno dei modi migliori per aiutare con continuità e dare stabilità agli interventi sul campo.
I valutatori indipendenti non analizzano tutte le organizzazioni, ma si concentrano su quelle con il potenziale più alto di impatto. in più, selezionano solo gli enti che soddisfano criteri rigorosi di costo-efficacia, trasparenza ed evidenza.
Crediamo che le organizzazioni nella nostra lista abbiano un impatto nettamente superiore alla media, ma questo non significa che siano le uniche meritevoli.
Sì. Offriamo supporto anche per donazioni aziendali, CSR e collaborazioni con fondazioni o associazioni benefiche. Contattaci per una consulenza gratuita personalizzata.
Assolutamente sì. Anche una piccola donazione può avere un impatto enorme. Non serve essere ricchi per aiutare in modo efficace: basta seguire la ricerca e supportare le migliori onlus a cui donare.
Molti donatori cercano ancora le migliori onlus a cui donare, perché è un termine familiare. Ma oggi, dopo la Riforma del Terzo Settore, il termine corretto è Ente del Terzo Settore (ETS).
Utilizziamo ancora il termine “Onlus” in alcune sezioni del sito per aiutarti a trovare più facilmente ciò che cerchi.
Inizia a fare la differenza, davvero
Fare beneficenza è un atto di generosità. Ma fare beneficenza in modo efficace è anche un atto di responsabilità: significa usare al meglio le risorse per salvare vite, ridurre la sofferenza, migliorare il mondo.
Hai appena scoperto le migliori onlus a cui donare nel 2026, selezionate sulla base di evidenze, analisi indipendenti e impatto misurabile.
Il prossimo passo? Consulta l’elenco completo delle organizzazioni no profit che consigliamo per il 2026, scegli un’associazione benefica, e dona con efficacia.

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Fondatore e Presidente
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